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Pubblichiamo un pezzo arrivatoci da un giovane adulto della Val di Fassa e che ha voluto condividere un pensiero sul Documento preparatorio per la XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, in programma per l’ottobre 2018. 

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Oggi, molti giovani vivono senza sapere che dovranno scegliere la loro strada. Nessuno glielo ha mai detto. A me non lo hanno mai detto. 

Quanto utile sarebbe stato se una persona che conoscevo o che stavo conoscendo mi avesse detto: ok, ti sei divertito e hai capito come funziona il mondo… però adesso devi smetterla,non ti rendi conto che sti stai lasciando vivere dalle giornate e sei amorfo, senza stimoli? vivi ma senza uno scopo, un obiettivo vero, alto, un ideale? Per me sarebbe stata una bella svegliata che mi avrebbe fatto riprendere dallo stato di “vivi e lascia vivere” che mi ha sempre avvolto.

Ho passato i miei primi 30 anni aspettando che gli eventi accadessero, o che mi ci si trovassi in mezzo, che le coincidenze e la fortuna facesse il suo corso. E ciò mi ha portato a fare delle scelte, certo, ma per lo più sono state scelte dettate dalla circostanza, dal fatto che “i miei genitori se lo aspettavano”. Ora a 30 anni leggo per caso questo articolo che ho trovato nel web (da un link del Vaticano che ho scoperto solo dopo) in cui si parla di fede, di scelte, di vocazione. Sì, sono cattolico praticante... ma una parola mi ha colpito. 

Ho sempre ritenuto questo termine “vocazione” una cosa da evitare. Vocazione per me vuol dire direttamente prete o suora e io mai nella vita avrei voluto essere né prete né suora. Quindi "vocazione va de retro" ho pensato. Però poi ho detto "fammi leggere cosa è sto sinodo dei giovani". Inizio a scorrere questo articolo e leggo

 “La vocazione all’amore assume per ciascuno una forma concreta nella vita quotidiana attraverso una serie di scelte, che articolano stato di vita (matrimonio, ministero ordinato, vita consacrata, ecc.), professione, modalità di impegno sociale e politico, stile di vita, gestione del tempo e dei soldi, ecc. Assunte o subite, consapevoli o inconsapevoli, si tratta di scelte da cui nessuno può esimersi. Lo scopo del discernimento vocazionale è scoprire come trasformarle, alla luce della fede, in passi verso la pienezza della gioia a cui tutti siamo chiamati”.

Mi fermo.

Vocazione all’amore non vuol dire che ti fai suora o prete ma vuol dire fare determinate scelte fatte tenendo anche presente il punto di vista del Vangelo e che ti portano a capire a quale scopo sei stato creato ad essere.

Scorro perché è lunga…. Tac. Leggo fede, discernimento vocazionale: "che è sta roba?" Proseguo nella lettura:

“Prendere decisioni e orientare le proprie azioni in situazioni di incertezza e di fronte a spinte interiori contrastanti è l’ambito dell’esercizio del discernimento. Si tratta di un termine classico della tradizione della Chiesa, che si applica a una pluralità di situazioni. Vi è infatti un discernimento dei segni dei tempi, che punta a riconoscere la presenza e l’azione dello Spirito nella storia; un discernimento morale, che distingue ciò che è bene da ciò che è male; un discernimento spirituale, che si propone di riconoscere la tentazione per respingerla e procedere invece sulla via della pienezza di vita. Gli intrecci tra queste diverse accezioni sono evidenti e non si possono mai sciogliere completamente.

Tenendo presente ciò, ci concentriamo qui sul discernimento vocazionale, cioè sul processo con cui la persona arriva a compiere, in dialogo con il Signore e in ascolto della voce dello Spirito, le scelte fondamentali, a partire da quella sullo stato di vita. Se l’interrogativo su come non sprecare le opportunità di realizzazione di sé riguarda tutti gli uomini e le donne, per il credente la domanda si fa ancora più intensa e profonda. Come vivere la buona notizia del Vangelo e rispondere alla chiamata che il Signore rivolge a tutti coloro a cui si fa incontro: attraverso il matrimonio, il ministero ordinato, la vita consacrata? E qual è il campo in cui si possono mettere a frutto i propri talenti: la vita professionale, il volontariato, il servizio agli ultimi, l’impegno in politica?

Lo Spirito parla e agisce attraverso gli avvenimenti della vita di ciascuno, ma gli eventi in se stessi sono muti o ambigui, in quanto se ne possono dare interpretazioni diverse. Illuminarne il significato in ordine a una decisione richiede un percorso di discernimento. I tre verbi con cui esso è descritto in Evangelii gaudium, 51 – riconoscere, interpretare e scegliere – possono aiutarci a delineare un itinerario adatto tanto per i singoli quanto per i gruppi e le comunità, sapendo che nella pratica i confini tra le diverse fasi non sono mai così netti.”

"Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi"..Gv 15,16-17

Ok, ho capito che qualcosa fino ad ora non è andata.. ho capito che mi sono perso un pezzo… la cosa diventa interessante…e non ti dico tutto

se vuoi leggerla anche tu…  http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2017/01/13/0021/00050.html

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